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Progetti

Telefono Arcobaleno, coerentemente con la propria identità e con la propria vocazione, traduce la sua mission in valore sociale anche attraverso il settore "project design" dell'Organizzazione. Dedica parte del suo lavoro alla realizzazione di progetti specifici per rispondere alle esigenze di specifici territori o di specifiche categorie di minori considerati particolarmente vulnerabili. Per rispondere alle priorità incluse nei piani d'azione dell'Unione europea e dei paesi partner, propone specifici progetti nell'ambito dei Programmi comunitari di cooperazione interregionale e transfrontaliera volti a promuovere lo scambio di best practice sulle diverse tematiche di interesse. In collaborazione con le Amministrazioni locali e i Servizi territoriali che si occupano di tutela dell'infanzia, inoltre, Telefono Arcobaleno programma e realizza specifici progetti finalizzati a incrementare l'attività di contrasto al fenomeno dell'abuso sull'infanzia e a rafforzare le reti territoriali di intervento. Nel corso degli anni, l'Organizzazione ha mostrato di avere sempre maggiore abilità nella realizzazione di progetti ad hoc pensati su impulso di Enti pubblici, rispondendo sempre in modo evidentemente efficace alle esigenze specifiche del territorio. Tale evidenza ha consentito di costruire una notevole credibilità istituzionale mantenuta nel tempo. L'esperienza maturata in questo settore del programma sociale di Telefono Arcobaleno, ha portato sempre con sé nuovi suggerimenti per migliorare il proprio operato e ha dato evidente conferma del valore delle collaborazioni, del lavoro di rete e dei modelli integrati di intervento condivisi dai principali attori pubblici e privati del settore della tutela dell'infanzia e dell'adolescenza.

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2014: Tesyfar, progetto per la face identification.

Il progetto Tesyfar, promosso da Telefono Arcobaleno con l'Università degli Studi di Catania, tende a creare un sistema di ricerca e di identificazione dei volti in immagini digitali e video. Le potenziali funzioni di un simile sistema sono molteplici e vanno dalla lotta alla pedopornografia, alla identificazione delle vittime della pedofilia on line e degli altri crimini, alla ricerca delle persone scomparse, alla prevenzione dei reati o degli illeciti civili, ai controlli perimetrali o degli accessi in mabienti ristretti, al controllo della proprietà intellettuale. Il progetto terminerà alla fine del 2015.

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2014: PROGETTO P.A.R.I. - Progetto per l'Accoglienza delle differenze di genere e la promozione delle Relazioni Intepersonali

Il progetto, inserito nell'ambito dell'intervento 19 "Contrasto alla violenza sessuale e di genere" del Piano Infanzia e Adolescenza del Comune di Palermo ex L. 285/97, è frutto della collaborazione tra Telefono Arcobaleno e il Centro di Accoglienza Padre Nostro onlus. Il progetto mira a creare un Centro per la prevenzione e il contrasto della violenza e della prevaricazione sessuale che si faccia garante dell'integrazione dei diversi interventi e rappresenti un punto di riferimento per i diversi professionisti che operano sul territorio in tale ambito. Il progetto si articola in azioni di sensibilizzazione, formazione specialistica e promozione di modelli di intervento innovativi e integrati. Le azioni progettuali sono finalizzate alla sensibilizzazione della società civile sul tema della violenza e dell'abuso sessuale, alla formazione degli operatori sociali degli Enti pubblici e privati del territorio e alla messa in rete di interventi sperimentali, psico-educativi e clinici, rivolti ai minori inseriti nel circuito penale già presi in carico dall'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo. Obiettivi specifici: 1. trasferimento agli operatori del settore di competenze specifiche per un'adeguata e condivisa gestione dei casi di violenza sui minori e sulle donne intercettati sul territorio; 2. realizzazione di una reale ed efficace integrazione fra i professionisti attivi nelle varie fasi dell'intervento, sia sul piano dei singoli casi, sia sul piano dell'interazione interistituzionale per la condivisione dei presupposti e delle procedure di intervento; 3. realizzazione di interventi di presa in carico integrata, sul piano clinico ed educativo, sulla base della sperimentazione di un modello innovativo e integrato; 4. costruzione di strumenti condivisi per il monitoraggio e la valutazione che permettano di raccogliere, elaborare e confrontare dati sul fenomeno e sull'efficacia degli interventi realizzati. Azioni previste: 1. Preparazione del territorio e animazione territoriale attraverso la realizzazione di giornate a tema rivolte alla cittadinanza 2. Realizzazione di un percorso di formazione congiunta e specialistica che coinvolga gli operatori sociali degli Enti pubblici e privati, servizi territoriali, scuole, parrocchie, comunità religiose, associazioni, centri di aggregazione. Tali percorsi formativi sono finalizzati al potenziamento delle competenze dei professionisti che possono intervenire sia nella prevenzione e rilevazione di condizioni di rischio, sia nella valutazione e nella presa in carico dei casi di abuso e maltrattamento di ogni genere. 3. Realizzazione di progetti educativiindividualizzati e di interventi clinici a beneficio di 15 giovani (dai 14 ai 21 anni) presi in carico dall'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo e delle loro famiglie. I percorsi di recupero e presa in carico del minore autore di reato sono accompagnati da ogni opportuno intervento di accompagnamento e sostegno rivolto al nucleo familiare al fine di promuovere un percorso di elaborazione dell'accaduto e rafforzamento delle risorse protettive esistenti o residue del nucleo. I lavori progettuali favoriscono, da un lato, la valorizzazione delle risorse locali esistenti e, dall'altro, la presa di consapevolezza degli aspetti critici e la costruzione di soluzioni innovative e congiunte.

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2011/2012. PROGETTO S.O.L.E. (Solidarietà, Occupazione, Lavoro, Efficienza)

Il progetto S.O.L.E. risponde all'Avviso pubblico per la realizzazione di progetti sperimentali per l'inclusione sociale dei soggetti in condizione di svantaggio, pubblicato dall'Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, nell'ambito del Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013, Fondo sociale europeo. Il progetto, realizzato in regime di A.T.S. con il Comune di Siracusa e l'A.N.F.E. Provinciale di Siracusa, è finalizzato a superare le barriere discriminatorie che impediscono l'accesso e la partecipazione al mercato del lavoro dei soggetti vulnerabili a rischio di emarginazione. Più specificamente, il progetto si articola in azioni di orientamento, formazione e avviamento al lavoro di giovani in condizioni svantaggiate, di disagio e a rischio di emarginazione (105 soggetti).

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Anno 2008: Progetto "Insieme per difendere i colori dell'infanzia"

Doremi Baby (network di asili nido del territorio lombardo) e Telefono Arcobaleno promuovono insieme la cultura della tutela dell'infanzia e aiutano coloro che sono vicini ai bambini a prevenire l'abuso infantile e far emergere il sommerso. Il progetto prevede che una selezione della produzione artistica realizzata dai bambini durante l'anno educativo negli asili del network Doremi Baby possa essere messa all'asta per contribuire alla missione di Telefono Arcobaleno. Tutti gli asili, aziendali e privati, della rete Doremi ospitano per l'intero mese di giugno 2008 l'asta aperta all'intera cittadinanza e organizzata dai genitori dei bambini; gli specialisti di Telefono Arcobaleno sono presenti nelle Scuole del capoluogo lombardo con gli schemi di intervento volti a prevenire il fenomeno dell'abuso e a sensibilizzare insegnanti e genitori sul tema del riconoscimento di ogni forma di disagio infantile. Sono previsti incontri di sensibilizzazione e formazione rivolti ai genitori, agli educatori e agli insegnanti presso tre sedi istituzionali di Doremi Baby che, per l'occasione, sono aperti all'intera cittadinanza.

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2006-2008: PROGETTO MISSIONE ARCOBALENO (DAL PIANO NAZIONALE ANTIPEDOFILIA AL PIANO TERRITORIALE DI INTERVENTO)

Il progetto, inserito nell'ambito delle "iniziative per la legalità e la sicurezza" dell'Asse III della Regione Siciliana è stato realizzato nell'ambito territoriale della provincia di Siracusa. Attraverso la realizzazione del progetto, Telefono Arcobaleno ha voluto valorizzare e incrementare l'attività di prevenzione e contrasto dell'abuso infantile sul territorio di riferimento innescando azioni integrate e di sistema, mirate a promuovere il rafforzamento delle reti territoriali a tutela dell'infanzia e la costruzione di un sistema territoriale di intervento. Per produrre valore aggiunto all'intero sistema locale della lotta agli abusi infantili, migliorare i modelli organizzativi e innovare i processi, le azioni progettuali sono state rivolte a tutti gli attori chiave del territorio con un ruolo attivo nella prevenzione e nel trattamento del fenomeno, partendo dalla capitalizzazione e dal potenziamento di quanto già posto in essere, per arrivare alla creazione di un modello sistemico di intervento nuovo. Il percorso progettuale è stato articolato in 5 macroattività mirate al raggiungimento della finalità generale del progetto: 1) informazione e sensibilizzazione territoriale finalizzate alla costituzione di una rete locale di supporto alle azioni di progetto; 2) analisi quantitativa e qualitativa del fabbisogno locale sul fronte della prevenzione e del trattamento del fenomeno dell'abuso sull'infanzia; 3) costruzione congiunta di una strategia territoriale di intervento; 4) aggiornamento, specializzazione e formazione di tutte le figure professionali coinvolte nel sistema dei servizi territoriali preposti tutela dell'infanzia; 5) sperimentazione e azioni pilota. Nella prima fase del progetto sono stati coinvolti nelle azioni progettuali: a) Tribunale per i Minorenni; b) Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario; c) Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni (U.S.S.M.); d) Polizia di Stato; e) Nucleo Investigativo Telematico (N.I.T.); f) Assessorato politiche sociali del Comune di Siracusa; g) Comune e Provincia regionale di Siracusa; h) Prefettura; i) Ufficio scolastico provinciale; l) Istituti scolastici; m) Distretti socio-sanitari del territorio provinciale; n) Azienda Sanitaria Locale; o) Unità operative di neuropsichiatria infantile; p) Consultori Familiari; q) Unità operativa formazione e aggiornamento del personale; r) Azienda Ospedaliera; s) Ordine regionale degli psicologi; t) Ordine provinciale dei medici; u) Ordine provinciale degli avvocati; v) Associazione Italiana Giovani Avvocati (A.I.G.A.); z) Società Italiana di Pediatria (S.I.P.). Nella seconda fase del progetto sono stati coinvolti nelle azioni progettuali: Istituti scolastici (15), in quanto nodi della rete preziosi per la rilevazione precoce del disagio e la segnalazione alle autorità competenti; tutti i Servizi sociali del Comune (21), in quanto istituzionalmente incaricati della rilevazione delle situazioni di rischio, oltre che interlocutori privilegiati dell'Autorità Giudiziaria dei Servizi sanitari in tutte la fasi di intervento; tutte le Unità operative di neuropsichiatria infantile (8), in quanto preposti alla valutazione e al trattamento dei soggetti in età evolutiva; tutti i Consultori familiari (16), in quanto volti alla tutela della famiglia, oltre che al sostegno alla genitorialità; tutti i Pronto soccorso ospedalieri (5), in quanto garanti del primo intervento in tutte le situazioni di urgenza/emergenza; soggetti con ruoli istituzionali di rilievo nell'ambito della Magistratura, delle Forze dell'Ordine e del Dipartimento di Giustizia minorile, in quanto attori protagonisti degli interventi di protezione del bambino in condizione di pregiudizio. La formazione è stata rivolta ai soggetti operanti in diversi ambiti di intervento e, in particolare, è stata articolata in tre diversi filoni: FORMAZIONE ISTITUZIONALE: magistrati, avvocati, Forze dell'Ordine, insegnanti. DOCENTI Il corso è stato curato dai massimi esperti italiani in campo di diritto processuale internazionale penale, informatica e informatica forense: avv. S. ATERNO, dr. G. COSTABILE, dr. G. MAZZARACO (IISFA Italian Chapter, Sicurezza Poste Italiane);prof. S. BATTIATO, prof. G. CINCOTTI, prof. S.CRISTALDI, prof. G.M. FARINELLA, prof. G. GALLO, prof. C.PISTAGNA, prof. G.PUGLISI (Università degli Studi di Catania – Facoltà di Scienze MM.FF.NN ); prof. H. BELLUTA (Università degli studi di Brescia – Facoltà di Giurisprudenza); prof. D.E. CACCAVELLA (Università degli Studi di Bologna – Facoltà di Giurisprudenza); prof. G. COCCO (Università degli studi di Cagliari – Facoltà di Giurisprudenza); prof. L. LUPARIA (Università degli Studi di Milano e Teramo – Facoltà di Giurisprudenza) FORMAZIONE SCIENTIFICA: psicologi, psicoterapeuti, pediatri, educatori. DOCENTI avv. F. FAVI ( avvocato penalista, dottore di ricerca in scienze criminalisti che, direttore della Scuola di Tecnica e Deontologia del Penalista organizzata dalla Camera Penale di Siracusa "Pier Luigi Romano"); prof. A. FOSSATI (medico, specialista in psicologia clinica, professore associato e ricercatore presso la Facoltà di psicologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano); prof. F. MONTECCHI (neuropsichiatra infantile, specialista in neurologia, psichiatri e criminologia clinica; primario di neuropsichiatria infantile presso l'Ospedale"Bambino Gesù" di Roma; professore presso l' Università degli Studi "la Sapienza"di Roma; professore presso la Scuola di specializzazione in psicologia clinica e Scuola si specializzazione in psichiatria dell'Università di "Tor Vergata"); prof. A. GENTILOMO (docente di Medicina legale e delle assicurazioni presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano) ; prof. F. MONTECCHI (neuropsichiatra infantile, specialista in neurologia, psichiatri e criminologia clinica; primario di neuropsichiatria infantile presso l'Ospedale"Bambino Gesù" di Roma; professore presso l' Università degli Studi "la Sapienza"di Roma; professore presso la Scuola di specializzazione in psicologia clinica e Scuola si specializzazione in psichiatria dell'Università di "Tor Vergata"); prof. T. MOTTA (medico ginecologo presso la Clinica "L. Mangiagalli" di Milano, pediatra, presidente della Società Italiana di Ginecologia dell'Infanzia e dell'Adolescenza) FORMAZIONE PER I SERVIZI: giovani professionisti formati per diventare operatori territoriali antipedofilia, operatori di counseling telefonico, esperti in computer forensics. L'ultima fase progettuale è stata finalizzata a sperimentare l'operatività del Sistema attraverso Azioni Pilota. Relativamente agli effetti sul territorio, i lavori progettuali hanno favorito, da un lato, la valorizzazione delle risorse locali esistenti e, dall'altro, la presa di consapevolezza degli aspetti critici. In un'ottica di perennizzazione dei risultati, giova sottolineare che l'idea di una costruzione partecipata e condivisa di un modello di lotta all'abuso orientato dall'analisi delle specifiche esigenze territoriali, rende il concept del progetto facilmente trasferibile in contesti territoriali diversi.

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2007-2008: PROGETTO CRESCERE, VIVERE, ESSERE

Il progetto, inserito nell'ambito del Programma Operativo Regione Sicilia - Quadro Comunitario di Sostegno OB.1, è stato realizzato in collaborazione con altri soggetti del privato sociale sul territorio della provincia di Caltanissetta, individuato come territorio particolarmente bisognoso di interventi finalizzati al potenziamento degli strumenti di PREVENZIONE E CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE E SUI MINORI. Le attività progettuali sono state così articolate: analisi del contesto e del fabbisogno territoriale realizzata di concerto con i Servizi socio-sanitari e l'Autorità Giudiziaria del territorio e finalizzata a individuare risorse e criticità nell'iter del riconoscimento e della gestione dei fenomeni oggetto di interesse del progetto; iniziative di informazione e sensibilizzazione sul territorio attraverso seminari rivolti a operatori del settore, insegnanti, educatori, religiosi, studenti universitari coinvolti, a vario titolo, dalle tematiche progettuali; messa in rete di servizi, Enti pubblici e privato sociale che si occupano delle problematiche legate alla violenza su donne e minori al fine di promuovere la progettazione concertata di interventi mirati a favorire le condizioni di sicurezza e promuovere la cultura della legalità. I seminari sono stati finalizzati a facilitare il riconoscimento precoce del disagio infantile, nonché a favorire la consapevolezza dei possibili danni recati al percorso evolutivo della vittima, a far conoscere i Servizi territoriali preposti alla tutela del bambino e della famiglia al fine di far percepire gli stessi come risorsa a cui le famiglie multiproblematiche possono accedere e come Enti a cui la Scuola può rivolgersi per segnalare situazioni sospette di abuso; a promuovere, infine, una adeguata gestione dei casi di sospetto abuso.

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2006- 2007: PROGETTO RE.T. AN (Rete Territoriale Anti abuso)

Progetto realizzato sui territori di due province siciliane, in collaborazione con la Provincia Regionale di Catania, la Provincia Regionale di Trapani, gli uffici scolastici provinciali, le Aziende Sanitarie Locali e il Centro per la Giustizia Minorile. Il progetto nasce per valorizzare e potenziare l'attività di prevenzione e contrasto dell'abuso infantile - con particolare attenzione alla pedofilia – attraverso l'implementazione di un modello sistemico di intervento (Rete Territoriale Anti abuso). Il lavoro è stato articolato in azioni relative a quattro diversi ambiti: 1) indagine conoscitiva sulla conoscenza e sulla percezione delle diverse forme di abuso sull'infanzia; 2) sensibilizzazione sui temi del bullismo e dello sfruttamento sessuale attraverso campagne informative; 3) interventi di formazione di base sul disagio minorile rivolti alle Scuole primarie e secondarie di primo grado (dirigenti, inseganti, genitori) e programmi di prevenzione del disagio e della violenza (minori); 4) azioni di presa in carico globale delle situazioni di sospetto abuso attraverso la creazione di équipe specializzate e integrate in grado di garantire una tempestiva e coordinata risposta in caso di urgenza. La realizzazione della Rete Territoriale Antipedofilia, contribuendo alla diffusione di una cultura della tutela dell'infanzia sul territorio, ha consentito di raggiungere obiettivi a lungo termine in aggiunta a quelli specifici del progetto. Nell'ambito della realizzazione del progetto, grande rilevanza ha avuto la sinergia tra i diversi Enti territoriali istituzionalmente preposti alla tutela dell'infanzia e al sostegno della famiglia, concretizzatasi attraverso azioni integrate e di sistema sul territorio.

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Anno 2005- 2007: PROGETTO AFFIDO

In linea con le proprie finalità statutarie, Telefono Arcobaleno si impegna a realizzare ogni utile iniziativa affinché sia garantito a tutti i bambini il diritto di vivere, crescere ed essere educati nell'ambito di una famiglia e, possibilmente, nel proprio paese d'origine. Per tale ragione, l'Organizzazione promuove e favorisce l'affidamento familiare e l'adozione, quali importanti strumenti per garantire a bambini con famiglie in condizioni di difficoltà, una crescita sana e serena. In linea con quanto disposto nel 2001 dalla legge 149 che prevedeva la chiusura degli istituti entro il 31 dicembre 2006 e il ricorso preferenziale all'affidamento familiare in caso di allontanamento del minore dalla famiglia di origine, Telefono Arcobaleno, a partire dall'anno 2005 , si apre al tema dell'affidamento familiare attraverso il "Progetto affido" realizzato, in via sperimentale, nel territorio della provincia di Siracusa. Il progetto ha previsto la Mappatura dei Servizi territoriali che si occupano di affido (Tribunale per i Minorenni, Servizi Sociali comunali, ufficio affidi, privato sociale) e delle campagne di sensibilizzazione attuate sul territorio; una Campagna di sensibilizzazione attraverso la diffusione sul territorio di manifesti, locandine, brochure e materiale informativo; la professionalizzazione degli operatori della helpline e dei formatori di Telefono Arcobaleno al fine di offrire alla comunità il migliore servizio di reclutamento, orientamento, valutazione e formazione delle famiglie del territorio interessate all'affido. La professionalizzazione degli operatori di Telefono Arcobaleno è stata gestita dal C.A.M. (Centro ausiliario per i problemi minorili) di Milano, uno dei centri maggiormente accreditati in materia di affido familiare.

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2004: "La tutela dei minori in relazione ai rischi legati all'utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie"

Telefono Arcobaleno, Provincia di Perugia, Comune di Magione e Agenzia di formazione "Ego" realizzano una serie di seminari di formazione e di sensibilizzazione per genitori e docenti riguardo a "La tutela dei minori in relazione ai rischi legati all'utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie". I seminari hanno l'obiettivo di fornire supporto e sostegno a genitori e docenti affinché siano in grado di insegnare ai propri figli o allievi come utilizzare correttamente i nuovi strumenti informatici e le nuove tecnologie in generale. Vengono forniti inoltre gli strumenti necessari per comprendere se e in quale modo un minore possa aver subito molestie o accusato dei problemi durante la navigazione in Internet o durante l'utilizzo di un videogioco. Questo il programma dei seminari: Seminario N1 Argomenti: Cenni di informatica di base – Configurazione personalizzata dei sistemi operativi per un utilizzo separato adulto/minore. Seminario N2 Argomenti:Internet: cosa è e come si utilizza – elementi di navigazione sicura (installazione e configurazione di firewall, antivirus etc). Seminario N3 Argomenti: I veri pericoli della rete: truffe, materiale illegale e materiali nocivi. Seminario N4 Posta elettronica e sistemi di navigazione on-line. Controlli, filtri, creazione di account diversificati. I videogiochi: scelta e valutazione dell'idoneità. Seminario N5 Discussione generale, dibattito e confronto sugli argomenti esaminati.

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aprile/giugno 2004: IL GRILLO PARLANTE. Corso di formazione/informazione per gli insegnanti, i catechisti e gli educatori della Provincia di Ragusa sul tema dell'abuso all'Infanzia

D'intesa con il Vescovo di Ragusa e con il Provveditore agli Studi, il GRILLO PARLANTE è stato realizzato da Telefono Arcobaleno con lo scopo di prevenire e fare emergere l'abuso sull'infanzia. Le attività sono state articolate per orientare gli educatori sulle caratteristiche del fenomeno dell'abuso all'infanzia nella nostra epoca e nella nostra società (dimensioni del fenomeno, tipologie d'abuso, aspetti giuridici, ecc.) e per offrire supporto agli insegnanti e i catechisti nello svolgimento del loro straordinario ma complesso e delicato compito di educatori. Gli obiettivi specifici del progetto sono stati quelli di contribuire ad accrescere il livello di conoscenza e di percezione del tema del maltrattamento e dell'abuso, sia sotto il profilo psicologico e sociale, sia sotto l'aspetto giuridico; fornire strumenti di lettura degli indicatori che possono rivelare casi di abuso o maltrattamento; stimolare e favorire un dialogo costruttivo fra la scuola e l'intera rete dei servizi istituzionali e non governativi interessati al tema della prevenzione e dell'intervento nei casi di abuso condividendone i medesimi modelli; fornire alla scuola la conoscenza della rete territoriale deputata ad offrire al minore il supporto e l'aiuto necessari nei casi di abuso; fornire agli educatori alcune nozioni di base utili ad accompagnare i minori verso un corretto uso della rete internet; Raccogliere, attraverso la somministrazione di un questionario anonimo, informazioni sulla percezione dei docenti relativa al fenomeno dell'abuso all'infanzia e sulle eventuali esigenze. I Destinatari del progetto sono stati: Insegnanti, catechisti ed educatori della Provincia di Ragusa. Il progetto è stato proposto nei dodici comuni della provincia di Ragusa: Acate, Comiso, Chiaramente Gulfi, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Ragusa, S. Croce Camerina, Scicli, Pozzallo,Vittoria.