Un Mercato di Bambini

Esistono bambini che perdono per sempre la loro infanzia; esistono bambini che vedono violati il loro diritto e la loro libertà di essere bambini. Esistono questi bambini in un mondo che vuole definirsi civile e che proclama a piena voce la sua posizione a tutela dei diritti umani universalmente riconosciuti. Sono i bambini vittime dell’abuso e dello sfruttamento sessuale. L’abuso sessuale infantile è diffuso in tutto il mondo; in ampie zone del pianeta viene tollerato e scarsamente contrastato, ma in ogni angolo del pianeta, a prescindere dalla posizione geografica e dalle differenze culturali, chi ne è vittima subisce una grave privazione della libertà individuale e una intollerabile violazione dalla propria integrità. Quando i bambini vengono abusati sessualmente per trarne guadagno, si parla di sfruttamento sessuale. Alcuni vengono introdotti nel mercato della prostituzione e del turismo sessuale in paesi in cui i contatti sessuali con bambini sono una pratica diffusa e tollerata dalle autorità locali. Spesso gli abusi sessuali di cui sono vittime vengono documentati attraverso fotografie e video, poi venduti sulla rete internet nell’ambito del cosiddetto circuito della “pedofilia on line”. Si tratta di un mercato di bambini, fonte di guadagno per vere e proprie organizzazioni criminali. Risponde alle comuni logiche di mercato: aumenta l’offerta laddove cresce la domanda; la presenza di “nuova merce”sulle rete internet aumenta, quindi, all’aumentare della richiesta dei pedofili. L’aspetto atroce è che la “merce di scambio” è un numero sempre più elevato di bambini e che a ogni nuova immagine corrisponda un nuovo abuso. È un mercato illegale ma, di fatto, libero se si pensa che chiunque di noi, in questo, momento, può estrarre dal portafoglio la propria carta di credito, scegliere razza, età, genere di perversione sessuale, tratti somatici della bambina preferita, e acquistare, pressoché impunemente, la propria collezione fotografica o il proprio film pedofilo. È una nuova forma di riduzione in schiavitù: i bambini violati sono privati del diritto di un contesto di vita sicuro e sano e derubati della libertà e della dignità, per il duplice scopo del soddisfacimento sessuale e del guadagno. Le foto e i video sono sempre la prova evidente di una violenza sessuale; nella pedofilia on-line non c’è niente di virtuale: i bambini che appaiono in queste immagini sono vittime di un abuso sessuale REALE e RIPETUTO e sono costretti a subire coercizioni e manipolazioni fortemente degradanti e umilianti. L’orrore e la violenza si rinnovano tutte le volte che le immagini circolano in rete e divengono oggetto di scambio, perpetuando la memoria dell’abuso subito fino a che l’immagine esiste. Le vittime di sfruttamento sessuale vivono spesso in aree del pianeta in cui disuguaglianze sociali e crescente povertà rendono i bambini e le loro famiglie vulnerabili e privi delle adeguate forme di protezione. Vittime due volte: della brutalità di chi viola la loro infanzia e della cecità e indifferenza di chi non si accorge di loro. Hanno gli stessi diritti di tutti gli altri bambini, ma una vita diversa; hanno gli stessi sogni, ma non le stesse opportunità di realizzarli. I bambini abusati e sfruttati hanno, in primo luogo, bisogno di essere sottratti alle violenze per potere poi essere accompagnati in percorsi di assistenza terapeutica che li aiutino a superare il trauma dell’abuso. Non possono chiedere aiuto; la loro unica possibilità è che qualcuno si accorga di loro.